La prima volta era per gioco, per noia, per sentirmi grande. Ma grande che?
Sotto la scrivania, fingevo, provavo, cercavo di fare cose che non dovevo, ma non sapevo come farle. Poi la vita mi ha insegnato, Wikipedia mi ha insegnato, le mani mi hanno insegnato.
Non è normale per una ragazza.
Ciò che vivevo era uno sfogo, come quelle macchie rosse che avevo da bambina, in reazione alla medicina brutta. Ma sfogo di che?
Attribuire tutto questo all'amore non ricambiato, alla depressione, al tentato suicidio. Questo m'è rimasto. Ma m'è rimasto anche il dubbio, la certezza, la voglia di urlare al mondo che è stata anche - e soprattutto - colpa mia. Ero cosciente? Ero bambina. Desideravo labbra, baci, corpi caldi accanto a me ed ora che ne ho non so amarli. So amare solo Lui, Lui che m'ha condotto in questo giro infernale, in questi desideri mai veramente colmati. Sono vergine solo di corpo.
L'ho cacciato via dalla mia vita senza un vero motivo.
Gli ho detto di andarsene e trattarmi come se non ci conoscessimo. Il motivo c'era, a dire il vero. Non gliel'ho detto. Mi vergognavo del mio amore. Ma vergogna di che?
Gli ho detto di non aggiungermi più su Facebook, e poi l'ho riaggiunto io. E non l'ho contattato. Gli metto Mi piace ai link, agli stati, al suo amore ormai non più corrisposto. Sono una stronza. Lo amo.
La mia mano preferita è la sinistra.
È lei che mi accompagna, lei che mi chiude gli occhi con la libidine, è lei che vien spesso definita del Diavolo. Ma il Diavolo di che?
Ho paura della mia mano destra. Lei sa fare più cose, sa scrivere e disegnare, sa carezzare una guancia ed amare un uomo; è però invidiosa della sinistra, che sa amarmi meglio di lei. La mano sinistra si limita ad assecondare il mio desiderio di diventare ambidestra, con il suo tratto tremolante e forte.
Non è normale per una ragazza.
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