In questi giorni di pioggia primaverile, riflettere su tutto quest'amore che ho dentro è stato fin troppo facile. Tra amici in preda a crisi di panico da ex-fidanzate (ma tutt'ora amori) che tornano e non tornano, sclero post-pagellini e problemi esistenziali con l'approccio-classe... Arg! Un minuto per me l'ho avuto, sì, ed è stato carico di tensione e lacrime.
La pioggia scorre, l'acqua limpida ora infanga le strade ed io son senza ombrello, o perlomeno lo sono nei miei pensieri. Poi se son senza ombrello per strada è un bel guaio, perché non ci tengo ad ammalarmi quando non posso assolutamente essere più rincoglionita di così: l'amore già fa la sua parte.
Ma dicevamo, io son senza ombrello. Lo son dentro di me. Sono un piccolo pulcino spennacchiato riempito di parole difficili e dure, indigesto perché lui stesso non riesce a digerire. Come si fa a digerire la verità? Così complicato... La mia Verità, adesso, è una realtà di immaturità, irascibilità. Generalizziamo, adolescenza. E tanto vale che ci si aggiunga in questa generalizzazione un pizzico di affetto verso gli occhi grigiazzurri. Così, perché c'entran sempre, perché c'entran sempre con il cielo che ama piangere insieme a me. Anche se io, quando diluvia, rido come una folle. Ma adesso ho il ciclo e cazzo, cercate di capirmi.
E così affondo, affondo e rinasco. Rinasco con timori, paure, ma rinasco. Ricomincia la vita così come la settimana, ed è un sorriso, sì, è un sorriso sotto le lacrime di Dio. E se Dio esiste, di certo è triste. Ma io, io non posso fare a meno di vivere.
Fulmini e tuoni, da soli sotto le urla del cielo, niente abbracci baci o mani intrecciate, siamo qui uccisi dalle nostre parole che volano via col vento di burrasca, non è scirocco qui, non oggi. Due ombrelli diversi, due mondi diversi. Siam così a un metro e così lontani che questo fulmine che mi spacca il cuore tu ancora non l'hai visto, tu questo tuono che rimbomba nel mio petto non lo senti, forse non lo sentirai mai. Poi basta allontanarci ancora di più, e ti sento vicino più di quando siamo a pochi centimetri di distanza; quest'emozione assurda, oh, che provo per te. Si chiama amore? Non so più dare un nome alle cose. Carmen Consoli dice "Son certa che un giorno chiameremo tutto questo col nome giusto e ritrovata serenità", e io spero con lei.
E poi il silenzio, sì, dopo la tempesta. Una mattinata di trappole per i piedi, ma tanto sole ora che le nuvole son più diradate. Una mattinata intensa, per tutto, per tutti e tu che ti avvicini, mi chiedi com'è andata. Oh, adesso che sei qui lo so com'è andata. Ma non posso dirtelo. E io devo sapere com'è andata a te, voglio sapere, bacerei ogni gesto e frase che mi rivolgi di tua spontanea volontà. Le bacerei perché le tue labbra non mi basterebbero, e nemmeno i tuoi occhi calmerebbero la mia sete. E tu... Oh, tu, bellissimo, mi accompagni vicino al tuo mondo e mi parli, confronti il nostro andare, confronti e io ti fisso inquieta, ammaliata, sognante. Sei un fulmine a ciel sereno, sì.
Se la lontananza è come il vento
nel tepore apatico di questa passione
non sorprenderanno più fiamme inattese
sotto la cenere alcun sogno combustibile.
Dal punto più alto di questo monte inquieto
il blu festoso dell'oceano
strappa alle mie labbra un sorriso.
Spero che un giorno smetterai di fare confusione
tra il dolore e il piacere,
la paura ed il bisogno di ferire.
Son certa che un giorno chiameremo tutto questo
col nome giusto
e ritrovata serenità...
"Tra amici in preda a crisi di panico da ex-fidanzate (ma tutt'ora amori) che tornano e non tornano"... Ma non so... mi sembra di conoscere il soggetto!
RispondiEliminaPoi che dire... Mi piace tanto come scrivi. Ho un debole per la sublimità, e queste parole tendono ad essa, tendono ad elevarsi al di sopra di ciò che è la vita banale di quelli che "probabilmente non saranno mai adulti". Mi fa ridere il pensare a te che cammini sotto la pioggia senza ombrello, ridere per non piangere, ho un rapporto molto complicato anch'io con gli ombrelli! E che dire della frase "Anche se io, quando diluvia, rido come una folle. Ma adesso ho il ciclo e cazzo, cercate di capirmi"? Mi sono scialato dalle risate a leggerla x'D anche se non posso capire ciò che significa fino in fondo...
Speriamo davvero che questo periodo passi, mia cara scrittrice, e che un giorno riusciremo a ritrovare questa serenità, perché sembra davvero non tornare più! Al prossimo post. :*
:-)
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